Chimica base degli oli usati in Aromaterapia

Chimica base degli oli usati in Aromaterapia

Ma come Federica, oggi mi fai studiare la chimica come a scuola?
Niente paura! Niente di cosi’ difficile ma se sei interessata/o agli oli essenziali e al loro uso terapeutico un po’ di conoscenza della loro struttura interna può esserti molto utile.  
 
Perché non solo capirai meglio come e perché gli oli essenziali funzionano ma anche il motivo per cui è importante acquistare oli puri al 100% e di alta qualità.

Infatti oli non puri, diluiti o di scarsa qualità sono ben lontani dall’avere l’efficacia e il potere di guarigione degli oli essenziali che devono essere usati in Aromaterapia e non mi sorprendo mai quando sento dire che gli oli essenziali non funzionano da persone che li hanno acquistati sulle bancarelle a 2 euro.

In Aromaterapia si usano due tipi di oli: gli oli essenziali e gli oli vettore o "di base" che servono per diluire quelli essenziali.

Per quanto siano chiamati entrambi con la parola “olio” sono ben lontani dall’essere simili perché hanno strutture chimiche molecolari, consistenze, proprietà, profumi e modi d’uso differenti. L’unica cosa che gli accomuna sono gli elementi che compongono le loro strutture chimiche come idrogeno e carbonio, ma la somiglianza finisce qui. 

Gli oli base o vettore sono costituiti da strutture trigliceridi, cioè tre lunghe catene di atomi di carbonio con gli atomi di idrogeno disposti in varie sedi.

La lunghezza delle catene, la posizione e il numero di atomi di idrogeno caratterizzano la natura dell’olio; se ad esempio gli atomi di idrogeno sono legati in modo da ricoprire ogni posizione disponibile l'olio è definito "saturo", se manca un atomo di idrogeno nella disposizione l’olio è definito mono-insaturo, se ne manca più di uno l’olio è definito poli-insaturo.

Le lunghe catene chimiche che formano gli oli vettore e la loro relativa coerenza a livello di strutture molecolari li rendono oli “grassi” ' e che quindi non possono evaporare velocemente.

Molto diverso è il discorso degli oli essenziali che invece sono estremamente volatili grazie alla loro struttura molecolare più piccola ma più complessa. Infatti sono costituiti da una struttura con un nucleo di carbonio collegato ad atomi di idrogeno (come gli oli vettore) ma sono disposti  in una grande varietà di strutture come catene brevi, anelli e multi-anelli agganciati insieme.  Ognuna di queste strutture forma ciò che è chiamato "gruppo funzionale", una specie di "sub-unità molecolare".

Nonostante la loro complessità strutturale, però, gli oli essenziali sono estremamente compatibili con la biologia dell’uomo (e dei mammiferi in generale) perché hanno la capacità di penetrare negli strati più profondi della pelle del nostro corpo per arrivare direttamente al flusso sanguigno e alle singole cellule.

Le attività terapeutiche di un olio essenziale dipendono dallo specifico tipo di gruppo funzionale che compone l’olio stesso.

Ci possono essere oltre un centinaio di molecole presenti in un olio essenziale.

Ciascuna di queste molecole, come accennato in precedenza, è una struttura di catene o anelli (o multi-anelli) di atomi di carbonio uniti ad atomi di idrogeno e legati insieme in varie configurazioni.
E un olio essenziale da solo può essere costituito da centinaia di queste disposizioni molecolari differenti.

Quando acquisti un olio essenziale devi pensare di  comprare una sostanza composta da una o più forme molecolari primarie accompagnate da costituenti di quantità minore (definiti anche "tracce"). L’insieme di questi costituenti (primari e tracce) definiscono le caratteristiche terapeutiche di un olio essenziale e il suo profumo. 

Infatti maggiore è l’equilibrio tra i costituenti chimici e maggiori saranno le proprietà terapeutiche e la gradevolezza del profumo. Purtroppo ci sono molti fattori che possono influenzare questo equilibrio come il luogo in cui la pianta viene coltivata, le condizioni del suolo e del clima, il periodo della raccolta della pianta o il tipo di estrazione.

Questo è il motivo per cui due varietà dello stesso olio possono dare origine a proprietà di guarigione differenti o profumi diversi (i famosi chemiotipi o chemotipi) oppure lo stesso olio essenziale di marche differenti puo' avere aromi leggermente diversi.

Prendiamo ad esempio l’olio essenziale di Lavanda, l’olio più versatile e comunemente usato. Al suo interno ci sono più di 50 diverse molecole.  Come detto precedentemente tutte queste molecole sono strutturare per lavorare in sinergia e per produrre un effetto terapeutico. E’ presente ad esempio il linalolo che è antivirale e antibatterica, l’acetato di linalile che è un rilassante del sistema nervoso e altri costituenti come il cineolo, il limonene, l’alfa-pinene noti per le loro specifiche attività biologiche e aromatiche.

La combinazione equilibrata e armoniosa di queste sostanze chimiche rendono l’olio essenziale di Lavanda una preziosa sostanza dalla notevole capacità antivirali, antisettiche e rilassanti del sistema nervoso e dal suo caratteristico profumo floreale e delicato.

E questo equilibrio è generato unicamente dalla natura. Nessun laboratorio chimico, avendo anche tutti gli stessi costituenti, potrà creare un olio essenziale di Lavanda identico a quello creato naturalmente.  

di Borghi Federica

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